Protagonisti

betta e erik
Betta ed Erik, visti dal Lorenzo Daddi, l’illustratore del libro.

 

Elisabetta Gentili

Betta ha 22 anni, una laurea in Lingue e, come molti altri ventenni italiani, sogni semplici ma nessuna prospettiva. Se c’è una cosa che sa fare, però, è saltare all’occasione. Così quel giorno d’estate in cui l’invasione aliena bussa alla sua porta e con essa Erik il debellatore, si rende conto che deve assolutamente cambiare strada.

Betta vorrebbe dare l’impressione di essere una menefreghista, ma non ci riesce molto bene. Davanti ad una difficoltà risponde in modo singolarmente ottimista e allegro, o perdere la pazienza, ma generalmente i focolai di rabbia si spengono così improvvisamente come sono si sono accesi. È meno rilassata e leggera di quanto non sembri e da figlia minore ha il complesso di non saper fare le cose. Betta non è alta, sotto la tintura rossa i suoi capelli sono castano scuri, ha gli occhi grigi.

Erik Andersson

Erik Andersson, con suo nascosto disappunto ribattezzato “Vichingo”, ha 28 anni e faceva parte della task force svedese mandata dall’UE per aiutare l’Italia dato che la Protezione Civile non era riuscita a far fronte all’emergenza alieni. Dopo poco, le sovvenzioni italiane ed europee per questi baldi giovani nordici sono finite e mamma Svezia ha deciso di riprendere con sé i suoi figli. Solo che al momento di tornare, alcuni di loro si sono detti ‘Ma chi cazzo me lo fa fare di tornare in Svezia?’. Risultato: nasce la Andersson Debellatori, che gira per le aree attaccate e meticolosamente ‘si prende cura’ degli alieni che appaiono e di quelli che si nascondono nelle vicinanze.

Erik è alto e biondo, ha le spalle larghe e non è particolarmente bello. Soffre di insonnia, ha un set di paranoie che farebbero invidia ad un veterano di guerra e ha una vaga tendenza al sadismo quando si tratta di alieni; però sa usare un martello, probabilmente è uno dei migliori debellatori in circolazione ed è il titolare che tutti vorrebbero, per cui ci piace. Quando poi riesce a dormire, è amichevole e persino divertente. La cosa principale che si nota di Erik è che è stoico. Il problema è che lo stoicismo è una caratteristica acquisita nel tempo e la sua maschera di sopportazione talvolta sfugge via, e s’incazza come una belva.

Intervista col debellatore:

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