Intervista col debellatore, parte seconda

Intervistiamo in esclusiva per RADIO GIOVANI MARCHE il fondatore della società di debellatori accreditata per la provincia di [omissis], Erik Andersson. Nonostante sia giovanissimo (28 anni), è un ex-debellatore della task force svedese AATFS. Al momento Erik è a riposo dopo il brutto incidente avvenuto la scorsa settimana a [omissis] e grazie all’intercessione della sua socia italiana, Elisabetta Gentili, che ringraziamo per la disponibilità, ha acconsentito a rispondere alle nostre domande. (parte 2 – leggi parte 1)

Una domanda seria: si è fatto un gran parlare dell’eccezionale censura montata dalla Svezia sulla questione degli alieni. Tu eri d’accordo? Se no, perché hai taciuto?

No, ma quando sono diventato debellatore ho dovuto firmare un contratto di riservatezza. Finché non è stato pubblico, d’altronde, chi mi avrebbe creduto?

E quando è diventato pubblico?

Troppo occupato a far fuori alieni.

Semplicemente?

Sì. Non so se vi rendete conto quanti alieni c’erano lassù prima che si spandesse verso sud. “Così accoglienti che gli alieni ci hanno scelti per primi” è praticamente diventato  il nuovo slogan turistico.

Che ne pensi della monetizzazione del fenomeno alieno?

Prima mi dava fastidio, ma col tempo mi sono reso conto che è parte di un meccanismo di difesa psicologica, come la religione. Cioè serve a rendere inoffensivo il concetto dell’invasione, come quello della morte. Abbiamo speculato molto su questo, ma quando diventa vero è un’altra cosa. Il passo dalla banalizzazione alla monetizzazione è breve, specialmente visto che non è una cosa nuova.

Andiamo su argomenti più leggeri: che ne pensi degli italiani?

È una domanda trabocchetto? Cominciamo col dire che a me gli italiani piacciono, e più imparo a conoscerli, più li apprezzo. Però mi diverte il fatto che sono tutta una contraddizione: per esempio hanno poca tolleranza dell’incertezza, ma non pianificano. Se pianificano, lo fanno per se stessi e spesso a danno della sovrastruttura. Non sopportano la vecchiaia dei suoi governanti ma non riescono a prendere ordini da un giovane. Si lamentano tantissimo del loro Stato ma guai se lo fa uno straniero. Urlano ma non agiscono. Oppure si vantano di essere ospitali ma non si fidano di nessun estraneo. Non mi fraintendete, nessuno mi ha mai trattato male, ma ho visto la differenza di quando sono solo rispetto a quando c’è la mia socia.

È una cosa che hai riscontrato anche con la tua socia?

Questa sì che è una domanda trabocchetto. [Ride] Alcune cose sì. Ma per la maggior parte no. Sono contento di avere Betta come socia, perché è brava e ci sa fare. Da quando c’è lei l’atmosfera coi clienti è molto più rilassata.

Grazie per aver risposto alle domande! Speriamo che tu possa tornare presto al lavoro. E… beh, di rivederci no. Spero che tu capisca. 

[Ride] Oh, capisco eccome.

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