Intervista col debellatore

Un qualcosina giusto per far finta che in questo blog non ci sia l’erba volante che viene trasportata dal vento… E sì, il reality show è reale, a dimostrazione che anche le Marche spaccano…

 

ATTENZIONE SPOILER!!!

[Erik chiaramente in certi momenti non sta dicendo la verità, o la sta omettendo… Assassin’s Creed a parte, ovviamente.]

Intervistiamo in esclusiva per RADIO GIOVANI MARCHE il fondatore della società di debellatori accreditata per la provincia di [omissis], Erik Andersson. Nonostante sia giovanissimo, è un ex-debellatore della task force svedese AATFS. Al momento Erik è a riposo dopo un brutto incidente avvenuto la scorsa settimana a [omissis] e grazie all’intercessione della sua socia italiana, Elisabetta Gentili, che ringraziamo per la disponibilità, ha acconsentito a rispondere alle nostre domande.

Sabato mattina. Una casa come tante, annegata di sole in questa estate torrida, cani che abbaiano in tutta la via. Il nostro contatto, Elisabetta, non c’è, è a lavorare, ad ammazzare alieni. Un uomo ci viene ad aprire: è alto, biondo, distintamente nordico, tutto fasciato e pieno di graffi. Fa una certa impressione, Erik Andersson, ma nonostante la soggezione, rompere il ghiaccio con lui è sorprendentemente facile.
Ci accoglie in casa come niente fosse; è un tipo tranquillo, anche spiritoso. La cosa che stupisce è quanto sia giovane: ha appena 28 anni e sono già 3 che ammazza alieni. Un altro dettaglio è l’italiano correttissimo, se non contiamo il forte accento svedese. In certi momenti comincia a mostrare una cadenza marchigiana, comunque, frutto probabilmente del soggiorno di ormai un anno e mezzo nella nostra regione. Ma andiamo all’intervista vera e propria:

Ciao Erik, grazie della disponibilità! Per primo vorremmo sapere qualcosa su come la tua avventura è cominciata: come e quando sei diventato debellatore?

Ho fatto richiesta per far parte della branca speciale della protezione civile svedese a fine 2009.

Abbastanza presto, se è vero che le prime rivelazioni sono cominciate a inizio 2009. Quanti anni avevi? Come mai questa scelta?

 Nel 2009 avevo 25 anni. C’era una invasione in corso e non era ancora di dominio pubblico, chi veniva a sapere dell’invasione e se la sentiva poteva entrare a far parte della protezione civile. Io ho ritenuto opportuno fare questa scelta.

Come mai hai scelto di venire in Italia?

Assassin’s Creed II. [Ci facciamo una risata, poi riprende dopo una piccola pausa] No, seriamente, è stato un caso. Ho sentito che c’erano aperture per una missione in Italia e avevo i requisiti, quindi ho fatto richiesta.

E perché sei rimasto dopo la fine della missione?

Mia sorella mi ha detto di trovarmi una casa nelle Marche perché se ne era innamorata guardando un reality show ambientato in una cittadina del fermano e voleva una scusa per visitarla. [Ride] In generale mi piaceva l’ambiente, e come l’inizio della missione mi sembrava un’opportunità di mettermi in proprio.

La fai sembrare una professione qualunque… perdona la domanda, ma ti sei mai fermato a pensare alle implicazioni di un lavoro simile?

Vuoi dire perché è un lavoro cazzuto (si dice così?)? Un paio di volte all’inizio sì. Poi sono dovuto andare subito a ripulire l’alieno che avevo spappolato e  l’entusiasmo mi è passato. [Ride]

(fine prima parte – vedi seconda parte)

Ho ancora bisogno di sapere che ne pensate dei nuovi file!

2 thoughts on “Intervista col debellatore

  1. Pingback: Intervista col debellatore, parte seconda « Alieni in Italia

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